GEOTERMIA AD ACQUA
idrotermia o a circuito aperto
La geotermia ad acqua è basata sull’ utilizzo di un fluido, in genere rappresentato dall’ acqua di falda, che ha una temperatura pressocchè costante per tutto l’anno.
Il principio di utilizzo dell’acqua di falda è basato sul prelievo dell’acqua che scorre nel sottosuolo, in genere mediante la realizzazione di un pozzo artesiano. L’acqua di falda viene pompata con una pompa elettrosommersa e convogliata in una “pompa di calore” che è una macchina capace di estrarre, a seconda dell’occorrenza, il caldo o il freddo dall’acqua stessa, e di trasferirlo all’impianto termico. L’acqua di falda, dopo che è stato sottratto (o ceduto) il calore, che viene poi reimmessa nella falda (o in altro sistema ricettore, quale ad es. un canale, o un fiume) senza alcuna alterazione chimica. A Milano, come a Torino, a Padova, a Cremona (ecc.), si dispone quindi di una fonte pressocchè inesauribile di acqua di prima falda, costantemente alimentata dai ghiacciai alpini e dalle piogge che si infiltrano nell’enorme bacino di alimentazione della falda (in questo caso il bacino padano). La temperatura dell’acqua di falda, (che è la falda superficiale, non utilizzata per l’approvvigionamento idropotabile), oscilla tutto l’anno intorno a circa 13°C: ciò vuol dire disporre di un liquido che necessiterà di un minor consumo energetico (minor “delta termico”) per portare il fluido circolante nei sistemi di riscaldamento e raffrescamento alla temperatura ottimale per il miglior grado di comfort. Per il principio sommariamente spiegato nella sezione “pompa di calore”, la macchina frigorifera cattura dalla falda il calore od il freddo necessario e lo cede all’apparato riscaldante/raffrescante. Ciò avviene tramite l’esecuzione di un ciclo termodinamico eseguito mediante i compressori interni sul fluido frigorigeno intermedio. E’ più facile farlo che spiegarlo: spostatevi nella sezione “impianti realizzati” e vedrete se qualcuno degli esempi indicati può far al caso Vostro.
Dal punto di vista operativo per poter utilizzare l’acqua di falda bisogna essenzialmente che la falda sia sufficientemente ricca (e quindi con un buona capacità di ricarica), a profondità relativamente ridotta (entro 30 m di profondità), e che vi sia uno spazio sufficiente, attorno all’edificio, per poter realizzare un pozzo di presa ed uno di resa. Bisognerà anche effettuare delle verifiche tecniche e di rispetto dell’insieme delle norme regionali, provinciali e comunali, soprattutto in materia di captazione di acqua e di re-immissione della stessa nel terreno: per lo studio idrogeologico potrete avvalervi di un Geologo di vostra fiducia, oppure direttamente del nostro servizio tecnico, che costantemente collabora con Professionisti locali esperti dei territori e delle specifiche norme locali.
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